La vita.Antonio Porchia, scrittore italo-argentino, nacque a Conflenti , paese calabrese della provincia di Catanzaro, nel 1885. Era il primogenito di sette figli.
Visse la sua infanzia nel paese natale dove frequentò le scuole elementari. Poi con tutta la famiglia si trasferì per qualche anno ad Avellino dove il padre commerciava in legname. Nel 1900 il padre morì improvvisamente e, due anni dopo, Antonio con la madre ed i fratelli decisero di emigrare in Argentina. Si stabilirono a Buenos Aires. Antonio si assunse l'obbligo e la responsabilità di provvedere alla famiglia e cominciò a lavorare. Come tutti gli emigranti, con scarsa conoscenza della lingua, si dovette adattare a fare i lavori più umili. Nel 1918 riuscì ad acquistare una tipografia. Ill nuovo lavoro, oltre a procurargli un certo benessere economico, gli permise di frequentare circoli artistici della capitale. Qui conobbe e allacciò amicizie con numerosi intellettuali dell'epoca.
Politicamente le sue simpatie erano per la sinistra.
Morì nel 1968.
L'unica opera di Porchia è Voces, un libro in cui l'autore raccoglie le sue brevi riflessioni sugli argomenti più vari: Dio, amore, morte, amicizia ecc.
La prima edizione di Voces pubblicata nel 1943, con una tiratura di mille copie, passò quasi inosservata. Rimasero invendute anche le copie delle edizioni seguenti.
Il successo arrivò quando il critico francese Roger Caillois, avuta per caso una copia tra le mani, decise di tradurre l'opera in Francia. Da allora seguirono numerose traduzioni in tutta Europa e la conoscenza e l'apprezzamento dell'autore crebbero notevolmente in tutto il mondo.